Fino al 21 luglio Chiara Camoni espone all’Hangar Bicocca.
Il titolo delle mostra è già di per sè un’opera ad’arte.
Chiamare a raduno.
Sorelle. Falene e fiammelle.
Ossa di leonesse, pietre e serpentesse.




Una retrospettiva dal sapore ancestrale, sciamanico, archeologico. Migliaia gli oggetti realizzati con pazienza e con la sapienza di chi all’Accademia Brera ha fatto scultura, e si vede. La resa dei colori scelta, voluta e cercata tramite le diverse cotture dei materiali ricchi di minerali.



Magnifici i pannelli di seta realizzati tramite la bollitura di elementi naturali avvolti nella stoffa.
Una manualità davvero mirabile.


Ricorda i primi lavori di Stefano Arienti, la passione per l’antropologia di Claudio Costa, Anselm Kiefer nelle figure di donna. Tanti i rimandi ma nessun riferimento esplicitato da questa interessante artista che, dopo la formazione in Brera, ha scelto di vivere nella natura con la famiglia e della natura ha fatto la protagonista della sua arte.
Uno pseudo carretto siciliano raccoglie e presenta gli oggetti cari che hanno ispirato la produzione nel corso degli anni.


Una mostra davvero poetica.