Un viaggio tra borghi e spiagge, tra capolavori gastronomici e castelli. Un itinerario di 19 giorni principalmente nelle Marche ma scendendo dalla Romagna e spingendoci fino in Umbria, per fare onore e a un Paese che per bellezza non ha eguali.
Borghi e cultura ma anche mare per alternare tappe più faticose a momenti più leggeri e soddisfare così noi adulti e le nostre bambine.
GIORNO 1: RAVENNA
La splendida cittadina è stata capitale per ben tre volte, prima dell’ Impero romano di Occidente tra il 402 ed il 476, poi del Regno Ostrogoto tra il 493 ed il 540 ed infine dell’Esarcato bizantino tra il 584 ed il 751. Di questo passato conserva bellezza e ricchezza infatti dal 1996 è stata dichiarata patrimonio dell’umanità dall’UNESCO. Un comodo biglietto unico consente la visita ai cinque siti più importanti: Sant’Apollinare Nuovo, il Battistero Neoniano, il Museo Arcivescovile, la Basilica di San Vitale e il Mausoleo di Galla Placidia.












GIORNO 2: RIMINI E GRADARA
RIMINI
Rimini conserva impianto e monumenti di epoca romana ma anche uno dei capolavori dell’arte rinascimentale, il Tempio Malatestiano. Da non perdere l’arco di Augusto, il ponte di Tiberio, i resti dell’anfiteatro e la Pescheria Vecchia, sui cui lunghi banchi le donne in passato vendevano vongole.





Il Tempio Malatestiano è il capolavoro rinascimentale di Leon Battista Alberti, iniziato nel 1453 e finito a inizio 1500. All’interno sono custoditi anche un crocefisso ligneo di Giotto e l’affresco di Piero della Francesca raffigurante Sigismondo Malatesta in preghiera davanti a San Sigismondo.



Bellissime anche le lunghe spiagge di sabbia finissima. Una visita con i più piccoli è necessaria!
GRADARA
Poco distante da Rimini ma già in territorio marchigiano si trova Gradara, un affascinante e misterioso borgo medioevale, reso celebre dalla tragica storia di Paolo e Francesca narrata nel V canto dell’inferno dantesco. Il castello é il cuore del borgo mentre le strette vie si snodano all’interno della cinta muraria percorribile tra una torre e l’altra. Ecco questo è uno di quei posti che entra nel cuore e ci resta per tutta la vita.






GIORNO 3: SAN MARINO
San Marino è il terzo stato più piccolo d’Europa ed è ritenuta la più antica repubblica del mondo con origine nel 300 d.C. È incredibile che in tutti questi secoli sia riuscita a mantenere la propria indipendenza. Non ha sbocco sul mare ma lo vede dall’alto delle torri della cinta muraria così come vede la verde campagna circostante. Vista e borgo sono davvero incantevoli.






GIORNO 4: PESARO
Pesaro è una città piuttosto curiosa. Non dà l’impressione di essere ricca ma lo è, questo territorio ospita molte delle imprese che hanno fatto grande il nome dell’Italia nel mondo. Tanti gli eleganti signori e signore a spasso in bicicletta. Pesaro infatti vanta una delle piste ciclabili più lunghe di Italia e sia centro storico che lungomare sono adatte all’utilizzo di questo mezzo. La città è stata guidata da alcune delle famiglie più celebri d’Italia tra le quali i Malatesta, i Della Rovere (che diedero due Papi a Roma) e gli Sforza. I musei civici sono ospitati all’interno di palazzo Mosca dal 1936. L’impianto originario dell’edificio risale al XVI-XVII secolo ma risale al 1700 l’importante ristrutturazione voluta dalla proprietà che ne ha decretato la fisionomia. Tra gli altri, qui soggiornò Napoleone.

Accoglie i visitatori nella prima sala la bellissima pala dell‘Incoronazione della Vergine di Giovanni Bellini del 1475 circa, realizzata a tempera e olio su tavola. Il corollario di santi a destra e a sinistra e le scene della vita dei santi sulla predella impreziosiscono la scena principale, creando un notevole complesso iconografico da osservare con calma. Strepitosi in particolare la Crocifissione di Pietro e il San Gerolamo.



Nella stessa sala, molto interessanti anche la Crocefissione di Alvise Vivarini del 1470 e il Cristo deposto di Marco Zoppo del 1471.


All’interno del museo si trovano la collezione Mazza di 400 esemplari e la meravigliosa collezione della famiglia Mosca, proprietaria del palazzo. Interessanti i mobili (tra gli altri una console del 1675-1725) e le maioliche alle quali giustamente è lasciata larga parte dello spazio espositivo. Le manifatture locali sono note in tutto il mondo.



Deliziosa infine la serie di troppe l’oeuil di Antonio Gianlisi Junior del 1716 che saluta il visitatore in uscita dal piccolo ma ricchissimo museo.




La città si presta alla visita con calma, dal Palazzo Ducale al lungomare reso celebre dalla scultura di Arnaldo Pomodoro, simbolo della città, che si specchia nell’acqua. La Sfera Grande è una sorta di metafora del mondo: all’esterno è levigata e lucida, all’interno è un groviglio di ingranaggi e di linguaggi cuneiformi.
Molto belle anche le ville che corrono lungo il viale che porta al mare e le sculture pubbliche diffuse sul territorio.








Per alleggerire il tour naturalmente si può approfittare delle magnifiche spiagge di sabbia fine che corrono da Pesaro a Fano, raggiungibili comodamente dal centro città anche in bicicletta.
GIORNO 5: URBINO
Che dire di Urbino: un tuffo al cuore per chi ama la storia di Italia ed il Rinascimento. Cinta da mura prima romane, poi medioevali e infine rinascimentali, Urbino deve il 90% della sua fortuna ad un uomo, un cavaliere d’armi (oggi diremmo mercenario) che riuscì, grazie alla ricchezza accumulata con incarichi di guerra, a chiamare a sè gli artisti più importanti del suo tempo e a costruire uno dei ducati più forti, solidi ed indipendenti di tutta Italia: Federico da Montefeltro. Ad Urbino nacquero Raffaello e Federico Barocci ma da fuori arrivarono gli straordinari architetti Luciano Laurana e Francesco di Giorgio Martini che edificarono il Palazzo Ducale, nonchè Piero della Francesca ed il matematico Luca Pacioli lasciarono la loro indelebile impronta a Urbino.


Per cominciare la visita alla città in maniera ‘graduale’, si può partire dall’Oratorio di San Giovanni Battista, sede dell’omonima confraternita fondata nella 1300 e tuttora attiva. Gli affreschi sono di Lorenzo e Jacopo Salimbeni da San Severino Marche e sono tra i capolavori del gotico internazionale, la stagione artistica che chiude il medioevo. Il ciclo pittorico fu terminato intorno al 1416. Tra le scene meglio realizzate, la Decollazione del Battista e il Battesimo di Cristo.



Nel vicino Oratorio di San Giuseppe é invece esposta una copia dello Sposalizio della Vergine del 1606 del pittore Giovanni Andrea Urbani. L’originale di Raffaello é esposto alla pinacoteca di Brera di Milano.

Esposta anche una Madonna con Bambino di Domenico Rosselli, scultore molto amato da Federico da Montefeltro.

Proseguendo nella visita alla città ci si imbatte nel Duomo, disegnato originariamente da Francesco di Giorgio Martini ma poi rimaneggiato nel 1790. Qui si trovano due importanti opere di Federico Barocci, un San Sebastiano e un’Ultima cena.


Accanto al Duomo si trova la perla di Urbino, il Palazzo Ducale voluto e vissuto da Federico da Montefeltro. Il primo piano oggi è dedicato ad alcuni dei capolavori più noti del Rinascimento italiano: la Madonna di Senigallia e La Flagellazione di Cristo di Piero della Francesca, la Città ideale la cui attribuzione è ancora discussa, la Muta di Raffaello. Oltre a questi, sono esposte alcune opere di Giovanni Santi, padre di Raffello e grande pittore, un ritratto di Federico da Montefeltro di Pedro Berruguete e gli arazzi realizzati dalle manifatture fiamminghe a partire dai cartoni commissionati dal Duca a Raffaello.








Di incredibile bellezza è lo studiolo di Federico, con tarsie lignee raffiguranti gli studi letterari, filosofici e matematici del Duca.





Magnifica anche la porta lignea che si dice sia stata disegnata da Sandro Botticelli e che racconta appieno la concezione del Duca: un ducato guidato da cultura e forza, popolato da architetture perfette. In alto Apollo, dio della musica e della cultura, e Atena, dea della guerra ma con la lancia a punta in giù a indicare la pace, simboleggiano ciò che occorre al potere (cultura e forza). Sotto, vedute prospettiche di edifici simboleggiano la città ideale che solo un Signore colto e forte può ottenere.

Il secondo piano del palazzo è dedicato alla pittura del Centro Italia, con Simone Cantarini -che era pesarese-, Federico Barocci – urbinate-, di Giovanni Battista Salvi -detto il Sassoferrato per la sua provenienza dai dintorni di Ancona- e di Giovan Francesco Guerrieri che era di Fossombrone, borgo poco distante da Urbino. Un’ ampia sala è dedicata anche qui alle maioliche.






GIORNO 6: FANO
Come diverse altre città di questa zona, Fano è circondata dalla cinta muraria romana, risalente all’Imperatore Augusto e completata nel IX secolo d.C. circa. La fortificazione è ben conservata e ci riporta a un glorioso passato. Per accedere alla città di può oltrepassare la Porta di Augusto, a forma di arco con tre fornici, costruita con grandi blocchi squadrati di pietra calcarea del Monte Nerone.

Proseguendo, si giunge alla Cattedrale di Santa Maria, eretta nel 1140 dall’architetto Magister Rainerius, in stile romanico-rinascimentale, abbellito da un bel portale del XII secolo con colonne marmoree. All’interno Domenico Zampieri affrescò in sedici episodi la Vita della Vergine.

A parte le vestigia dei Malatesta -tra cui la Rocca Malatestiana eretta allo scopo di difendere Fano- la città è disseminata di bellissime chiese, in numero persino eccessivo rispetto agli abitanti.

Tra tutte, bellissima la chiesa di San Francesco senza copertura, l’ultima nelle foto qui a seguire. Fu eretta nella seconda metà del XIII secolo d.C. ma un terremoto nel 1930 la lasciò priva di tetto.







Bellissimo il portale scolpito e, accanto ad esso, la tomba di Pandolfo III Malatesta, disegnata pare da Leon Battista Alberti, e quella di Paola Bianca, capolavoro tardogotico.



Arte a parte, non si può lasciare Fano senza aver assaggiato la crescia, la variante marchigiana della piadina romagnola. Una meraviglia! Anche la sosta in spiaggia è doverosa, trattandosi di una cittadina di mare. La sabbia è mista a sassetti qui ma se si preferisce la sabbia morbida, basta tornare poco più a nord alle bellissime spiagge di Pesaro, magari noleggiando una bicicletta e sfruttando la lunga ciclovia di cui ho scritto prima.
FOSSOMBRONE
Fossombrone è un gradevolissimo borgo tra le colline. Vi sono diversi palazzi del 1700, il palazzo del Magistrato del 1300 e un bellissimo Duomo.



Se si sale nella parte superiore del borgo e si giunge alla corte alta si può godere di un magnifico panorama. Qui si trova anche una piccola chiesa a pianta ellittica. Abbiamo avuto la fortuna di parlare con il signor Daniele che sta restaurando (quasi pro bono e senza corrente elettrica) questa chiesa della Madonna del Popolo chiusa da 45 anni. La chiesetta risale al 1700 ed è stata voluta da uno dei signori del borgo, Alessandro Zandri che, soffrendo di gotta ai piedi e non potendo più scendere alla cittadina per la Messa, aveva ricevuto dispensa papale per la costruzione di una chiesetta davanti al suo palazzo, ora distrutto. All’interno si trovano sculture di Sant’Aldebrando, patrono di Fossombrone, e di San Filippo Neri. Interessante anche la Sacrestia in via di ripristino, sempre a cura del volonteroso signor Daniele. Gli stemmi all’esterno sono stati realizzati in pietra arenaria dagli scalpellini di Sant’ Ippolito mentre tutte a mano erano fatte le grate applicate alle finestre e ora in fase di pulitura.





Purtroppo la visita del Duomo, del museo e dei sotterranei della città sono da concordare con preventivo anticipo poichè sono chiusi a causa di mancanza di personale.

Qui servirebbe uno dei tanti nostri bravi influencer di cultura per promuovere un borgo che merita sicuramente attenzione e un numero di turisti congruo.
MONDAVIO
La rocca di Mondavio fu edificata fra il 1482 ed il 1492, per volontà di Giovanni Della Rovere, signore di Senigallia, del Vicariato di Mondavio e genero di Federico di Montefeltro. Fu realizzata su progetto del celebre architetto senese Francesco Di Giorgio Martini, responsabile e principale artefice del sistema architettonico difensivo del Ducato di Urbino sotto i Montefeltro. Questa imponente e suggestiva rocca è unanimemente ritenuta un capolavoro assoluto dell’architettura militare rinascimentale. Nel fossato sono visibili le antiche catapulte.


Merita davvero la visita degli interni che presenta la ricostruzione degli ambienti e delle scene di vita.





Bello anche il teatro Apollo, giusto accanto alla rocca.

Interessante la chiesa di San Francesco che si trova sulla piazza del Comune. La tradizione vuole che la chiesa sia stata voluta proprio da San Francesco di Assisi in occasione di una sua sosta a Mondavio nel 1200. Un riassetto degli interni purtroppo ne ha cambiato la fisionomia interna. Tra le opere, un l’Immacolata concezione del pittore fanese Giuliano Persciutti del 1535.


A Mondavio si teneva ogni anno la rievocazione della medioevale caccia al cinghiale ma purtroppo quest’anno non sono stati raccolti i fondi necessari e la festa non avrà luogo. Dispiace constatare che qui, come a Fossombrone, manchi una progettualità in grado di promuovere il borgo come meriterebbe. Anche qui gli influencer culturali troverebbero pane per i propri denti.
CORINALDO
Tutta un’altra aria si respira a Corinaldo dove l’azienda di promozione turistica è decisamente molto più energica. Il borgo è anche più grande in tutta onestà e ben si presta anche ad un turismo più strutturato. Belle la chiesa dell’Addolorata del 1500 ma ricostruita nel 1700


e la chiesa del Suffragio de 1600-1700 che presenta all’interno una opera del Ridolfi ma anche, in questi giorni, un’installazione di Michele Motiscause, artista pisano, che accompagna tre opere su carta con una pista sonora di oltre tre ore.


Da visitare anche la chiesa di San Francesco ma come al solito in questa zona purtroppo l’esterno è del 1200-1300 mentre l’interno è stato rifatto nel 1700. Presenti alcune opere di Claudio Ridolfi, apprezzabile pittore Veronese che si stabilì nella bella Corinaldo.


Di dimensioni più importanti la chiesa oggi intitolata a Santa Maria Goretti, precedentemente intitolata a Sant’Agostino, che risale al 1746.

Corinaldo ha giocato anche un ruolo molto importante durante la seconda guerra mondiale e grazie al coraggio di militari come Alfonso Casati è riuscita a respingere i tedeschi. Su qualche muro si vede ancora traccia dei colpi. Al nome del giovane Alfonso è stata intitolata a Corinaldo una Fondazione per gli studi storici, che tra l’altro ha pubblicato le sue lettere dal fronte mentre molti Comuni della Brianza, terra d’origine dei Casati, gli hanno intitolato vie, scuole, palestre. A Milano, in via Soncino, sul palazzo Casati-Stampa, dove il giovane abitava, è stata apposta una lapide, che ne ricorda il sacrificio per la libertà.
Casali consigliati per dormire: La pineta del borgo, Ravenna. Dai Ventu, Pesaro.
Osterie consigliate: La Guercia, Pesaro. I nove Tarocchi, Corinaldo.
Dove tornerei? Urbino
Dove passerei una settimana? Rimini
Week end romantico? A Gradara