Le spiagge dello sbarco. Fare conoscere alle nostre figlie l’orrore delle guerra ci è parso in questo contesto estremamente importante.
Abbiamo preso un volo per Parigi Beauvais e in macchina ci siamo recati a Rouen.
L’idea di vedere la famosa cattedrale raffigurata ben 30 volte da Monet nel 1890 mi ha riempito di curiosità e devo dire che credo di non aver mai visto una cattedrale così bella. È vero, “somiglia al Duomo di Milano” dicono le mie figlie ma corrono 400 anni tra una e l’altra. Il Duomo di mIlano é stato iniziato nel 1386 ma la facciata è otto/novecentesca. La cattedrale di Rouen invece è stata completata nel 1540. Si tratta della cattedrale più alta della Francia. Purtroppo importanti parti sono state distrutte durante la Seconda Guerra Mondiale e poi ricostruite ma questo resta un capolavoro di gotico fiammeggiante.




Rouen è una cittadina estremamente facile da visitare, con un centro storico molto raccolto. Altri punti di interesse sono sicuramente l’antico orologio che risale al 1389,

La chiesa di Saint Maclou, anch’essa completata nel XVI secolo,

e la piazza del vecchio mercato dove è stata arsa viva nel 1431 Giovanna D’Arco. A lei è dedicato anche un museo in città.
Interessante e non immenso, il museo di Belle Arti propone la seconda più vasta raccolta di Francia di arte impressionista. Tra le opere più interessanti, non poteva mancare un esempio della cattedrale di Monet. È suggestivo trovarla qui. Tra le altre opere, trovo molto belli i paesaggi di Sisley, le opere di Raoul Dufy, di Caillebotte e di Guillaumin.




Nel pomeriggio ci spostiamo a Colleville sur mer dove si trovano almeno due musei dedicato allo sbarco in Normandia. Scegliamo il museo Overlord, davvero molto interessante, ricco di reperti, equipaggiamenti e ricostruzioni.



Nel borgo di Vierville sur mer, poco distante, si trova una deliziosa chiesa del XII secolo. Il campanile è stato dichiarato monumento storico nel 1913.

Il 6 giugno 1944 è stata distrutta quasi completamente, con la sola eccezione dell’area del coro. Questa regione naturalmente è stata molto colpita durante la guerra. La chiesa é stata ricostruita negli anni ’50, identica a prima.
Il giorno seguente ci dedichiamo al cimitero americano. Il luogo richiede un certo contegno e raccoglimento ed è davvero emozionante. Un vasto memoriale celebra le migliaia di tombe che si trovano qui, a breve distanza da Omaha Beach.




Omaha Beach è un luogo molto emozionante: osservare la riva del mare dalle dune e immaginare quanto successo nei pochi metri che ci separano dall’ acqua è davvero improssionante. Le colline sono disseminate di bunker.



Nel pomeriggio ci spostiamo a Sainte Marie Église che è stata teatro del massacro dei paracadutisti americani il 6 giugno del 1944. A memoria del tragico evento permane un manichino dell’ unico sopravvissuto, appeso al tetto della chiesa: il suo paracadute rimase impigliato e lui si salvò solo grazie a questo. Tutti i suoi compagni perirono quel tragico giorno, sotto i suoi occhi.


All’ interno della chiesa, due belle vetrate ricordano l’evento, l’una con i paracadutisti, l’ altra con i simboli dei reggimenti coinvolti nella liberazione della città.


La sera ci spostiamo a Pontorson, punto di partenza per la visita a Mont Saint Michel. La chiesetta di Pontorson è deliziosa.

Questa é la terra di Guglielmo il Conquistatore, il grande duca di Normandia che conquistò l’ Inghilterra a seguito della battaglia di Hastings nel 1066 e notevoli sono le vestigia del suo glorioso tempo. Questa chiesa pare sia stata costruita per un suo voto.

Mont Saint Michel dista pochi km ed è meta di circa 3milioni di visitatori l’ anno.
E’ un posto incredibile: tutto prese l’avvio dalla costruzione di due casette su un sedimento. L’agglomerato crebbe e l’ abbazia venne costruita in cima alla collina.


La prima edificazione dell’abbazia risale al 708 quando il vescovo di Avranches fondò il primo santuario in onore dell’ Arcangelo che gli era apparso in sogno ma è al 1023 che la tradizione fa risalire la posa della prima pietra. Successivamente venne ampliata ed arricchita in stile romanico per poi accogliere integrazioni e modifiche gotiche.



Alcune parti dell’abbazia sono particolarmente apprezzabili, come il chiostro,

il refettorio e

la sala sotterranea con le arcate.

Anche da un punto di vista naturalistico Mont Saint Michel è un luogo magnifico. I gabbiani nidificano sotto le mura e completano lo spettacolo. Dall’ esterno si può apprezzare la vista a perdita d’occhio sulle sabbie (in alcuni punti mobili) che circondano la collina.

Nella sua lungo storia, l’ abbazia non fu solo meta di pellegrini e abitazione per i monaci (intorno al XIII secolo) ma anche prigione dal 1472 sotto Luigi XI. Nel 1789 contava ben 700 prigionieri.
Celebre la fuga di Edouard Colombat.
La chiusura della prigione nel 1862 decretò rinascita del sito che fu iscritto nella lista dei siti protetti. È a questo periodo che risale la guglia neogotica che svetta a 170 metri di altezza.
Dopo la visita -impegnativa vista la salita- ci concediamo una visita al parco della tenuta a Quercy e una notte … in una casa su un albero!

Consigliatissimo per coppie romantiche o famiglie con bambini, questo sito è davvero favoloso, con animali di tutti i tipi: anatre, alpaca, pecore, capre, conigli, cavalli e pony, mucche, maiali…



Nell’ ultimo giorno di viaggio comprimiamo le ultime tre tappe: Caen, Deauville e Honfleur.
Caen meriterebbe più tempo per il suo centro storico delizioso e le bellezze che la contraddistinguono. È stata la città di Guglielmo il Conquistatore e le vestigia restano ricchissime. Tra tutte, l’ Abbazia degli Uomini, costruita da Guglielmo per farsi perdonare dalla Chiesa di aver sposato la cugina Matilde di Fiandra.





Per tutta risposta, Matilde fece costruire l’Abbazia delle Donne. Splendida, ricorda decisamente le grandi cattedrali romaniche viste in Puglia l’anno scorso e non è per niente sorprendente perché i Normanni partirono da queste terre alla conquista del sud Italia.




Matilde naturalmente è sepolta qui.
Completata la visita del minimo indispensabile di Caen (ma davvero consiglio di trascorrere una notte qui), ci spostiamo a Deauville.
Deauville vive ancora del fascino degli anni venti e trenta. La spiaggia è immensa.


Gli edifici che si affacciano sulla passeggiata lungomare sono bellissimi, così come le ricche proprietà che si intravedono celate dalla vegetazione in posizione più arretrata

Honfleur è un posto per me magico, soggetto di centinaia di dipinti, immobile e immortale nei decenni. Il porticciolo è tanto affascinante nei mesi estivi quanto probabilmente gelido nei mesi invernali…


Ciliegina sulla torta a fine viaggio, attraversiamo il Ponte di Normadia. Inaugurato nel 1995 dopo soli 7 anni di lavori, oggi il ponte è percorso ogni anno da 20 milioni di veicoli.
Numerose sono state le sfide tecniche che i costruttori hanno dovuto affrontare: il ponte doveva essere sufficientemente alto da consentire il passaggio delle navi che risalgono la Senna fino a Rouen (compresi i velieri a tre alberi) o fino a Parigi (solo imbarcazioni fluviali), e al tempo stesso essere in grado di resistere a venti che superano regolarmente i 130 km/h. Infine, il letto del fiume non offriva una stabilità naturale sufficiente per garantire un ancoraggio solido.

Si conclude con questo capolavoro contemporaneo il nostro itinerario di 5 giorni che purtroppo non ha potuto includere altri luoghi incantevoli di questa terra (ad esempio casa di Monte a Giverny!).