La palazzina di caccia di Stupinigi

Gli arredi in stile tradiscono un passato movimentato alla Reggia di Stupinigi. Molto è stato ricollocato nel corso del tempo ma le grandi tele e i decori dell’architettura in grande parte non hanno subito i danni del tempo (e dell’uomo).
Originali le volte almeno, la prima di Giovan Pietro Pozzo nel 1765 decorata a grottesche che fa da sfondo ai dipinti di Wehrlin con cineserie.

La seconda affrescata da Gaetano Perego nel 1765 che realizzò anche i sopraporta.

Pregevoli invece gli arredi della sala degli Specchi, raffinato ambiente creato nel 1763 di Giovanni Pietro Pozzo.

Di stampo Rococò la sala esagonale databile al 1753 con la volta a prospettiva.

Simpaticissimi i gabinetti cinesi con una tappezzeria di carta dipinta a tempera della seconda metà del settecento, importata dalla Cina meridionale che raffigura scene di vita cinese su sfondo roccioso. Il gusto per le cineserie era molto diffuso nel 1700.

La sala dedicata allo scultore e artigiano Bonzanigo è occupata da un bellissimo stipo medagliere bianco e azzurro della fine del ‘700.

Il gabinetto del Pregadio completa la rassegna degli ebanisti piemontesi con il Pregadio di Pietro Piffetti eseguito nel 1758 su disegno dell’architetto di corte Benedetto Alfieri. Presente anche un mobile doppio corpo in noce biondo attribuito anch’esso al Piffetti.

La volta affrescata nel 1761 da Giuseppe Pietro Pozzo e la tappezzeria in taffetà della seconda metà del XVII fanno da contorno a un tavolino e una ribaltina di Giuseppe Galletti successore del Piffetti nel ruolo di ebanista del re a partire dal 1777.

Di Prinotto la mazzarina, di Piffetti l’inginocchiatoio e il cassettone della sala successiva.

Originale anche il salotto dell’intagliatore Giuseppe Maria Bonzanigo del 1780- 90.

Quattro grandi tele di Vittorio Amedeo Gaetano Cignaroli del 1771-77 sono dedicate a scene caccia e conducono al salone centrale di forma ellittica, progettato dall’architetto di corte Filippo Juvarra e affrescato dai bolognesi Domenico e Giuseppe Valeriani con il Trionfo di Diana e le Ninfe a caccia di pavoni e pernici, tutto del ‘700, lampadario gigante compreso.

Magnifiche le 4 specchiere di Giuseppe Maria Bonzanigo databili al 1780-90 nell’appartamento del re, mentre l’anticamera  della regina è decorata da un affresco con il Sacrificio di Ifigenia dipinto da Giovanni Battista Crosato nel 1733.

La Palazzina, ben organizzata, soddisfa appieno la voglia di ‘700 piemontese e invita a proseguire sulle orme dei Savoia.

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